Mi serve una nuova stanza creativa! Una seconda, intendo 🤗

È da un bel po’ che non racconto sul blog quello che mi passa veramente per la testa… negli ultimi post ho parlato di bilanci e ho mostrato qualche creazione, ma i miei veri progetti erano ancora troppo vaghi per parlarne, e mi sembrava di sembrare un po’ troppo sognatrice.

Ma chi l’ha detto che i sogni debbano si rimpicciolirsi man mano che l’età avanza? E poi, perché mai con l’avanzare dell’età si dovrebbe perdere la voglia di fare cose nuove? E dover rinunciare a nuovi progetti?

Anzi. Tutt’altro. Invecchiando perdono d’importanza un sacco di cose, liberando spazio nella testa, e regalandoci tempo per dedicarsi ad altro. Si impara a distinguere i desideri necessari da quelli effimeri. Si acquista consapevolezza.

Bene. E quindi io voglio una nuova stanza creativa. Dopo la craft room, voglio la sewing room.

Ovviamente il mio nuovo spazio non cadrà dal cielo bell’e pronto, no: significa dover vuotare un’altra stanza della soffitta da 40 anni di accumulo di carabattole, portare il ciarpame all’ecocentro, pulire a fondo, isolare il tetto, intonacare le pareti, posare il pavimento, imbiancare e poi, solo allora, pensare ai mobili (da recuperare e sistemare) e finalmente godermela. (Ah dovrò anche a comprare tutto il materiale edile chiaramente, e farmi ogni volta due piani di scale per portare tutto di sopra o di sotto 😱). Non posso contare che su di me, ma benché piccola ed esile son forte e robusta 💪💪

C’è un bel po’ di lavoro da fare, e ovviamente mi sono chiesta fino allo sfinimento se ho davvero la voglia di (e le energie per) sobbarcarmi questa faticaccia. Sì, certo che sì!!! La stanza non è molto grande, ma sarà sufficiente per un bel tavolo, degli scaffali e le altre cose indispensabili*. Richiederà svariati weekend e dubito di esser pronta prima dell’estate… ma l’importante è cominciare 🙃

Con questa prospettiva, vi saluto felice e piena di entusiasmo 🤩👋👋👋 Appuntamento a fine maggio per il primo aggiornamento!

*anche se avrete capito che, quando si parla di hobby, non riesco a stabilire il confine tra indispensabile e superfluo 🤭

Bilancio (creativo) di marzo: spese, progetti, miglioramento continuo

Ed eccoci al terzo bilancio dell’anno, una storia a puntate che sto prendendo molto seriamente, anche se non sta andando tutto come immaginavo. Ma veniamo a noi!

Come a febbraio, anche a marzo c’è stato un weekend fuori, stavolta Caorle, ed era bello ma surreale trattandosi degli ultimi giorni gialli prima di sprofondare nuovamente nel vortice dei colori più scuri 🟠🔴. Ne abbiamo approfittato per lunghe camminate nelle spiagge libere e per respirare a pieni polmoni l’aria del mare

Tutto il resto del mese è stato un’alternanza casa-lavoro, con un bel po’ di tempo libero, avendo i weekend a disposizione, e son stata viziata e coccolata per i miei 55 anni (anche stavolta in solitaria, spero di non dovermici abituare 😰).

✅ Acquisti: chi dice compleanno, dice regali 😁 e son soddisfazioni: tante belle cose senza intaccare il mio budget 🤗 È entrata a far parte della famiglia la tagliacuci, sempre Necchi, e stiamo imparando a conoscerci (avuta anche con un piccolo sconto extra, tramite il canale di La dolce aria)

Finora l’ho usata per le rifiniture di un paio di progetti e per rimpicciolire una t-shirt, ma prevedo che insieme faremo grandi cose 🤩. Grazie ad un buono Amazon ho ricevuto un ricco bottino, tra cui la Guida all’uso della tagliacuci, di cui avevo letto una buona recensione e che si sta rilevando piuttosto interessante

poi un altro libro (francese) di cui avevo sentito molto parlare, non proprio per principianti assoluti ma che mi intriga molto

un grande tappeto da taglio (60×90)

e altri accessori che erano nel carrello da un po’ (piedino magnetico, un bel set di fili per tagliacuci e un cutter rotativo da 28 mm).

✅ Progetti: benché non abbia ancora iniziato il part-time (e dovrò aspettare agosto 😭) son riuscita a sfruttare abbastanza bene il tempo libero, e ho cucito parecchio. Niente di memorabile, ma ho cercato di mettere precisione nel taglio, nelle cuciture e nelle rifiniture, oltre che nella scelta dei tessuti. E così ho realizzato, dal libro Dressing idéal

una blusa in voile, tecnicamente abbastanza semplice ma per la prima volta ho doppiato un tessuto e cucire il voile non è stata una passeggiata

Sempre dallo stesso libro ho preso il cartamodello per i miei primi shorts

mentre da Burda Easy ho rifatto (in taglia più grande) la giacchina già presentata a dicembre e una camiciola abbastanza semplice ma che ho cercato di eseguire nel migliore dei modi

ottenendo un completino estivo di cui vado abbastanza fiera

Non ancora soddisfatta, ho provato un altro modello di shorts, stavolta Burda, e qui ho aggiunto le tasche e lavorato con due tessuti:

Intendiamoci, son tutte realizzazioni facili, ma vedo decisamente la mano che diventa più ferma e l’occhio più preciso 👍e soprattutto son capi che posso indossare senza vergogna, anzi con orgoglio 😍

Miglioramento continuo: speravo di progredire di più, ma il percorso è lento. La verità è che esito moltissimo ad uscire dalla mia zona di comfort, trovo tutte le scuse per non spingere. Sarà che sto diventando vecchia o sono semplicemente prudente? Scelgo tessuti economici, prevalentemente scampoli (per i pantaloncini mi basta mezzo metro 😀) così se combino disastri non ci perdo molto, ma per aprile avrei intenzione di affrontare almeno un progetto più impegnativo. Con l’obiettivo, ovviamente, di riuscirci. Continuo ad usare la mia agenda del cucito ed un altro quadernetto per annotare progressi, errori e quant’altro, e in questi giorni cercherò di abbozzare il programma di lavoro e studio del prossimo trimestre… mi aspettano cerniere invisibili, asole e fodere!!

La collana di carta facilissima e sempre bella. Tutorial (vintage)

La collana che propongo oggi ha una veneranda età, per essere di carta. Pubblicai il tutorial nel mio blog creativo nel lontano settembre 2011, ma ve lo ripropongo qui e oggi, visto che fa sempre la sua bella figura ed è uno dei pezzi forti del mio repertorio. Facilissima e veloce, economica, molto leggera (apprezzatissima da chi ha problemi di cervicale!) e assolutamente personalizzabile come lunghezza, forma delle perle e colore 🤩

Le foto del procedimento, purtroppo, sono d’epoca e risentono della scarsa qualità dei mezzi di allora, ma con un piccolo sforzo degli occhi il concetto è comprensibile 🧐😬

La base di partenza erano degli elementi di carta pressata comprati in un negozio di materiali creativi, ma vanno benissimo anche tappi di sughero tagliati a pezzi (e la collana acquista anche una connotazione zero waste!) e/o le palline di carta (una volta si diceva “da cerbottana”) tipo queste per capirci

Qui sotto gli elementi che avevo io, e che ho bucato con uno spiedino in maniera da poter poi passare un ago col filo cerato:

Se si usano tappi di sughero, basta tagliarli nella misura voluta con un normale coltello. I tappi da vino danno elementi più piccoli dei tappi da champagne, e ci si può tranquillamente sbizzarrire a seconda della fantasia e di quello che si ha a disposizione:

Come prima cosa ho disegnato lo schema e composto la collana alternando parti più larghe e più piccole:

Per sicurezza ho verificato che i fori fossero abbastanza larghi e ho tenuto un punteruolo a portata di mano

Per la decorazione ho usato un tovagliolino di carta e il mod podge (va bene una qualunque colla vinilica, facendo ovviamente attenzione perché la carta del tovagliolino è molto fragile quando è umida)

è preferibile aiutarsi con un pennellino per stendere sia la colla che la carta

Ho poi lasciato asciugare la colla e dato una seconda (e anche terza) mano. Il mod podge ha anche funzione di laccatura, se usate una colla vinilica è preferibile applicare anche della vernice protettiva, lucida od opaca a propria scelta

Per l’infilatura io ho usato un cordoncino nero cerato, facendo dei nodi tra una perla e l’altra

Tutto qui. Pure il fermaglio è semplicemente composto da una perlina e un’asola di spago fissato con colla e un giro di filo metallico

Io non ho mai smesso di portarla e dopo tanti anni è ancora bella e ammiratissima!

Ma voi conoscete il lucet?

Galeotta fu, un paio d’anni fa, Paola, la dolce meravigliosa creativa del Laboratorio Pupetti. Lei mostrò questo attrezzo dal nome stravagante e dalla provenienza antica di cui ignoravo l’esistenza

e queste due caratteristiche erano più che sufficienti per incuriosirmi. All’epoca però era difficile da reperire, e dopo un po’ me ne sono dimenticata… finché non l’ho ritrovato su aliexpress qualche settimana fa, e ovviamente non ho resistito alla tentazione. L’ho ricevuto ieri, e ve lo presento subito, nella sua semplicità: un piccolo attrezzo di legno con cui un tempo si realizzavano corde, e che ora ha ovviamente un uso legato all’hobbistica (e in qualche modo può essere paragonato al tricotin).

Cercando lucet fork su google (o su YouTube) si trovano articoli e video interessanti, anche per farlo usare si bambini! Sono molto curiosa di provarlo, aggiornamento ai prossimi giorni. Tanto siamo rossi, e posso uscire solo per andare al lavoro 😔

Bilancio mese (creativo) di febbraio: spese, progetti, miglioramento continuo

Dopo gennaio, arriva febbraio 🙂

Finito anche questo secondo mese, climaticamente discreto, e a differenza di gennaio siamo riusciti a passare un weekend fuori, ovviamente nel Veneto, ma dopo tanta neve è stato bellissimo passeggiare lungo i canali di Chioggia e mangiare del pesce fresco e magnificamente cucinato 😋, con le dolomiti sullo sfondo

Tornando agli obiettivi, ecco in sintesi com’è andata:

cucito: ho realizzato una camicina in raso (la famosa sfida che mi ero lanciata sul modello giapponese di dieci anni fa), tutto abbastanza semplice a parte il tessuto più scivoloso del mondo

e ho refashionato un abito lungo in jersey che avevo comprato in saldo l’estate scorsa proprio con l’obiettivo di modificarlo. Era lunghissimo, ne ho tagliato più di 50 cm e con quel tessuto ho ricavato le maniche. Un lavoro semplice ma dal risultato piacevole (l’orlo è bello dritto, a differenza della mia modella 😁, e come fotografa continuo a fare pena 🥲). A me piacciono le maniche lunghe o tre quarti, e in quello che cucio saranno sempre così!

Ci sarebbe stato anche un terzo progetto, che però è piegato sul cestino in attesa di una soluzione. Io non sono capace di seguire le istruzioni per ottenere un capo uguale al modello, devo sempre portare le mie varianti. In questo caso ho scelto un tessuto più rigido (errore) e sembra un sacco, elegantino ma sempre sacco 🤭 Siccome uno degli obiettivi è di non lasciare i progetti incompiuti, sto studiando come modificarlo per renderlo portabile.

Ho poi realizzato il portatovaglioli di San Valentino e la decorazione per la parete di mia figlia, e quindi sotto l’aspetto creativo direi che ho sfruttato abbastanza bene i 28 giorni di febbraio 👌

Acquisti: ho preso due libri di modelli per principianti,

Dressing Idéal (in francese) ha dei progetti basici ma interessanti (uno lo sto già realizzando) divisi per livello di difficoltà, e penso mi sarà abbastanza utile per migliorare e per rinnovare il mio guardaroba;

Burda Moda Basic si è rivelato un po’ diverso dalle mie aspettative, ma lo guarderò con più calma e sicuramente troverò qualcosa di utile: i 5 progetti di base non sono proprio i miei preferiti, ma tra le varianti fotografate ci sono delle belle idee e questo dovrebbe darmi degli stimoli. (Mi riprometto di scrivere in futuro una recensione dei miei libri di cucito, vecchi e nuovi 😉)

Ho poi fatto una spesetta da Paninitessuti, (tecnicamente non è un acquisto perché mi è stato regalato 😘) ho scelto nella lista di materiali che avevo selezionato a inizio anno e ho ricevuto un bel bottino.

Scelgo di proposito scampoli e tessuti in saldo perché sono ancora abbastanza incerta e irregolare nelle cuciture e preferisco non investire somme ingenti in tessuti che potrei sciupare, e sì vedete bene, c’è anche dell’organza natalizia 😄, mi prendo in anticipo. Grande soddisfazione, comunque: è un sito serio che dedica molta attenzione al rapporto con la clientela e in due giorni ricevi il tuo pacco confezionato con grande cura👍. Il bello di essere piccola e minuta è che con un metro di stoffa riesco a cucirmi quasi qualsiasi cosa 🤣

Ho anche comprato alcuni accessori su Aliexpress (attrezzini per lo sbieco, squadre giapponesi, scatoline per le bobine, attrezzini per rivestire i bottoni ecc) e li ho ricevuti appena una decina di giorni dopo. Per le considerazioni riguardo agli acquisti sul sito cinese rimando a quanto avevo già scritto un paio di anni fa, confermando ogni parola.

Miglioramento continuo: lentamente ma procedo. Immaginavo, quando mi ero prefissata gli obiettivi, di avere evoluzioni progressive un progetto dopo l’altro e sta andando così, ma con estrema gradualità. Ergo: mi ci vuole tempo.

Ho comunque affrontato in ogni progetto qualche scoglio, tipo il tessuto difficile, la realizzazione e la posa dello sbieco, le arricciature, il jersey col suo ago doppio. Il punto su cui sto insistendo maggiormente è la precisione nelle cuciture, perché, a differenza di quanto pensavo, mi riesce difficile andare dritta 🤨

Continuo a studiare, e a prendere appunti. Mi sono anche iscritta ad un paio di gruppi su fb, ma ho delle difficoltà di approccio, sarà un mio limite mentale. Da superare anche questo, ovviamente 🤗

Cucire è bello, ma il refashion è la mia passione 😍 1.

Anche quando ero convinta che per colpa di una non ben precisata congiunzione astrale sfavorevole non avrei mai potuto cucire dei capi indossabili (cioè dai 12 a ieri, più o meno 🤣) ho sempre avuto la mania di ritoccare da sola il mio guardaroba.

Già da ragazza cambiavo i bottoni, attaccavo o staccavo balze e nastri, tagliavo, stringevo, accorciavo in qualche modo, spesso con lunghi e irregolari punti a mano, visibili anche all’esterno 🙈 ma a volte anche con spille da balia, graffette metalliche e biadesivo (finché non scoprii l’antenato dell’orlosvelto, e fu amore al primo colpo di ferro 😛).

Nel 2010 incontrai Refashionista

Mi si aprì un mondo. Ma che dico mondo, un universo megagalattico. Lei, come me, non sapeva cucire, ma aveva (a differenza mia) una determinazione e una costanza che l’hanno portata, nel tempo, a diventare LA refashionista per eccellenza (e anche quando si è ammalata gravemente non ha mai mollato nè la grinta nè il refashion. La adoro 🥰). 11 anni dopo non è ancora diventata bravissima a cucire, ma è sempre la mia fonte preferita di idee ispirazioni e suggerimenti. Lei mi ha insegnato che ogni capo di abbigliamento, anche il più brutto e sorpassato, ha un suo potenziale, ed ho imparato a guardarli con occhi diversi: cerco sempre cos’hanno da dirmi e da darmi 😊

Refashionista non è l’unica a occuparsi di refashion, ovviamente. È solo la mia preferita. Su YouTube comunque si trova di tutto (tranne lei, che è sempre rimasta fedele al suo blog) e io ho alcune playlist dedicate al refashion, perché quindi non presentarvi almeno quelle più corpose? Oltre a idee di trasformazione dei capi, ovviamente, ho selezionato anche parecchi tutorial per stringerli e ridurli viste le mie dimensioni gnomesche (soprattutto perché eredito l’abbigliamento che miei figli non indossano più e che ovviamente per me è gigantesco) ma è chiaro che ne esistono almeno altrettanti per allargare e allungare qualsiasi abito.

Refashion camicie, la mia preferita:

Refashion pantaloni:

Refashion maglie vestiti e giacche:

Del refashion adoro la sensazione di soddisfazione che si ottiene quasi sempre, il fatto di ricavare un pezzo unico da una cosa vecchia o di scarto, e la possibilità di provare e riprovare senza la frustrazione di aver buttato troppi soldi e sprecato materiali. Nella prossima puntata mostrerò qualche mia creazione, anche del decennio precedente!

(Segue…)

Tassel wall hanging ovvero un ramo, della lana e la decorazione è pronta. Tutorial

Tempo fa, passeggiando lungo una spiaggia, avevo trovato e portato a casa questo ramo sbiancato dal sale

con l’idea di utilizzarlo per una decorazione nella stanza di mia figlia. Ieri, finalmente, ho preparato l’occorrente, visto che tornerà a casa per alcuni giorni e mi piace farle trovare sempre qualcosa di nuovo nel suo nido

Oltre al legno servono dei filati, io ho scelto della lana sui toni del rosa e le mie solite bobine utilizzate già per il tappeto di pompon e per altri lavori

Mi sono ispirata a questo video, adattandolo poi al ramo e al materiale che avevo. Nello specifico ho usato, per realizzare le nappine, un libro alto circa 13 cm e ho passato 25 volte i 3 fili (2 rosa e 1 grigio, quest’ultimo è molto soffice e quindi voluminoso).

Per chiudere la nappa in alto ho usato un pezzo di filo grigio molto lungo (150 cm) non sapendo esattamente quanto me ne serviva

L’ho poi sfilata dal libro e ho tagliato il fondo, cercando di essere il più precisa possibile per avere fili di lunghezza omogenea (impresa riuscita solo in parte visto che le matassine rosa all’interno erano tutte aggrovigliate 😅)

Dopo aver preparato moooooolte nappine (usando il mio metodo rapido:

6 pezzi alla volta!) ho stretto la parte in alto con il filato rosa, tagliando un pezzo di circa 100 cm per ciascuna (messo in doppio) e annodandolo poi strettamente

ritagliando gli eccessi di lana. Serve tanta pazienza 😇

E, infine, ho assemblato i miei 21 pezzi secondo questo schema:

L’irregolarità del bastone e le dimensioni delle nappine hanno reso l’operazione un po’ più complicata del previsto, ma ci sono riuscita.

Appenderlo è stata un’impresa, perché il bastone è storto e pieno di nodi, ma alla fine ce l’ho fatta✌e sono molto soddisfatta del mio lavoro 🤩

Bilancio mese (creativo) di gennaio: spese, progetti, miglioramento continuo

Da un anno a questa parte raramente le cose vanno come previsto, e mi rendo conto che sto imparando ad accettare gli inconvenienti quasi senza nemmeno sollevare un sopracciglio. O sto invecchiando o mi sto rassegnando, e non so cosa sia peggio 😲

L’introduzione fa già capire che qualcosa è andato storto, ma procediamo con ordine (ordine… che bella parola!) e lo scoprirete! Soprassedendo al fatto che il bilancio arrivi a metà mese e che oggi non ci sia verso di caricare le foto 🤷🏻‍♀️

✅ Spese: come previsto non ho fatto acquisti creativi, resistendo ai saldi invernali dei miei siti preferiti (confesso di aver riempito alcuni carrelli ma poi mi son fermata prima di procedere al pagamento 😇) e ho fatto due spese programmate in altrettanti siti di tessuti: lafab tessuti e tessuti.com. Del primo, italiano, in cui compravo per la prima volta, posso dire che ho apprezzato molto merci, prezzi e tempistiche; sul secondo, tedesco, che conosco bene, avrei molto da ridire sul servizio clienti, ma vedremo dopo. Ho detto “spese programmate” perché avevo destinato un certo budget ai miei progetti di cucito dei primi mesi del 21 (conto di essere a posto fino ai saldi estivi) tra tessuti e articoli di merceria, scegliendo i progetti e facendo acquisti mirati per realizzarli. Un bel passo avanti rispetto al mio approccio abituale “compro perché mi piace e poi vedrò come utilizzarlo”

✅ Progetti: vedi sopra. A fine dicembre avevo scelto fra tutti i cartamodelli a mia disposizione (alcuni numeri di Burda Easy, principalmente) una decina di capi che volevo realizzare, due per mese. Ho fatto un’accurata lista dei materiali necessari, individuando quello che avevo e quello che dovevo acquistare, e ho proceduto in parallelo coi due ordini e con il piano di gestione dei lavori, con l’idea di copiare e tagliare i cartamodelli in attesa dei tessuti.

Ecco, solo non avevo quantificato l’attesa. Il pacco di tessuti.com si è perso nel nulla. Servizio clienti gentile ma inefficace. Alla fine tra l’ordine e la consegna della merce son passati 45 giorni, contro i 12 previsti, (senza nemmeno una parola di scuse, tra l’altro) e questo mi ha portato a rivedere i miei progetti. Ho tagliato e cucito un paio di camicette leggere e fiorite, certo non adatte alla stagione gelida in corso, ma almeno ho imparato qualcosa 😊

✅ Miglioramento continuo: i progetti di Burda Easy sono semplici, ma richiedono comunque l’applicazione di alcune tecniche che non conosco. Anziché realizzarle con le loro istruzioni ho studiato, per capirle e saperle usare la prossima volta. Ho anche verificato che non sono brava come credevo ad andare dritta nelle cuciture, mentre son brava e precisa nel tagliare la stoffa 👏👏👏

Ho poi lavorato ancora sul metodo e sull’organizzazione, cercando di capire come ottimizzare il tempo a disposizione. Sì, lo so, sta diventando una mia fissa, ma penso sia un tema importante. Vale per qualsiasi hobby, e significa che l’aver poco tempo non ci impedisce di dedicarlo a ciò che ci piace. Anzi, bisogna approfittarne!

Bilancio positivo, quindi. Non perfetto, non esaltante, non ha rivelato a me stessa e al mondo che sono un genio tardivo della couture, ma è stato comunque un buon mese.

Portatovaglioli a costo 0 per San Valentino

A volte si fanno cose estemporanee e riescono bene. Un attimo prima non ci pensavi nemmeno, e subito dopo ti ritrovi la creazione tra le mani. Tutto è nato quando una ragazza mi ha chiesto dove poteva procurarsi velocemente un oggetto tipo questo:

È una creazione artigianale (stampa 3d) in vendita su Etsy, ma abbiamo pensato a come riprodurlo alla buona, sul momento, senza farne una copia ma solo ispirandoci. Ci siamo guardate attorno e in un attimo avevamo sul tavolo il necessario

ovvero qualche oggetto di recupero e un po’ di gomma eva, o crepla o come la si voglia chiamare (che poteva essere benissimo sostituita da feltro o cartoncino). Abbiamo utilizzato una scatoletta molto robusta per il fondo

tagliandola a metà e sovrapponendo (colla a caldo) i pezzi per dare maggior spessore e solidità, poi abbiamo tolto il coperchio a due custodie di cd

strappando con le dita le alette che non ci servivano

abbiamo rivestito di carta colorata il cartoncino di base, e sempre con la colla a caldo l’abbiamo fissato tra i due coperchi

Già comincia a prendere forma… abbiamo poi disegnato a mano libera un cuore, delle dimensioni adatte al nostro supporto, ispirandoci al disegno originale

e l’abbiamo ricalcato sulla gomma

tagliando poi attentamente col cutter

l’abbiamo girato per ottenere una forma speculare e ricalcato, sempre con l’aiuto di uno spillo (il primo oggetto appuntito che mi è capitato sottomano)

ed ecco il risultato

È bastato incollarli sul plexiglas, fissando anche un pezzo di gomma bianca sul fondo

e il nostro portatovaglioli lampo per ragazza innamorata era pronto!

Imparare il cucito sartoriale con risorse gratuite in italiano (3/3)

E finalmente ecco la terza parte della serie!

Sono abbastanza orgogliosa delle mie ricerche, perché non essendo un’assidua dei social (diciamo non ci sono proprio) non ho avuto quelle dritte miracolose che ogni tanto qualcuno regala nei gruppi (e questo mi spiace, ma è uno degli inconvenienti dell’essere sociopatica 🤫)

Nell’episodio precedente abbiamo imparato ad infilare la macchina e a partire… ma per andare dove? Nel cucito creativo, bene o male, me la cavo, giacchè la fantasia non mi manca e quella aiuta sempre a risolvere i problemini (metti un fiocchetto qua, un nastrino là e nascondi gli errori 😄)

Ho detto che voglio imparare bene, voglio cucire quello che indosserò senza far ridere chi mi guarda, e quindi necessariamente ho dovuto orientarmi verso chi fosse davvero competente. Il primo pilastro che presento è Burda, nome che ho da sempre sentito associare al cucito e che ovviamente ho cercato per primo. Cercato, trovato e adottato, perché secondo me i tutorial tecnici sono molto validi anche se esteticamente non è esattamente un canale che catturi al primo sguardo, ma qui si bada ai contenuti, no?

Cristiana

Ho detto che avrei presentato canali in italiano, e tutti quelli di cui parlerò ora hanno una ricca sezione gratuita, ma volendo si può accedere a dei contenuti a pagamento (e non escludo che più avanti potrò scegliere di approfondire, quando sarò in grado di perfezionarmi)

Conoscete fashionfrozen? La sua specialità è la modellistica (e confesso che non vedo l’ora di arrivarci 🤩), ma tutti i suoi tutorial sono spiegati benissimo, con la competenza e la chiarezza di chi conosce il mestiere alla perfezione

Un’altra professionista seria, capace e molto chiara è Sara Poiese, che ha il meraviglioso pregio di farti credere che sia tutto alla tua portata, e per una come me, che beve l’autostima a colazione, anche solo guardare un suo videotutorial in pausa pranzo dà un effetto corroborante 💪. Sara spiega benissimo, in modo preciso ed essenziale, e usa spesso la parola perfezione declinata in tutte le sue varianti, il che mi piace molto 😉

Un’altra professionista capace, simpatica e molto brava è Cristiana Carpentieri, che ha anche l’atout di essere psicoterapeuta e quindi, oltre alla corposa rassegna di videotutorial tecnici, vi consiglio di guardare/ascoltare anche la sua playlist di shopping-moda-psicologia.

Ultima ma non ultima vi rivelo la mia scoperta più recente, la tecnica associata alla perfezione e a un’infinità di trucchetti da assorbire senza moderazione: conoscete Pratiche sartoriali alla moda? Sottotitolo del canale “siate straordinari con Paukshte Irina”. Adoro 😍

È un canale russo tradotto in italiano, con spiegazioni eccellenti e, dettaglio interessante, pieno di trucchetti per chi non ha propriamente misure da mannequin. Troverete un numero impressionante di video, c’è praticamente tutto quello che si può desiderare 😋

Vi segnalo poi due altri canali, di altrettante autodidatte a cui mi sono affezionata e che mi aiutano e incoraggiano con il loro percorso di autodidatta: Selene Verdoglia simpatica, briosa e molto coinvolgente

e La Dolce Aria, di poche ed essenziali parole, ma con la dote straordinaria di far apparire ogni progetto semplice e fattibile (sottotitolo del canale: perché cucire è per tutti)

ovvero, come dicevo nel primo post, la dimostrazione che puoi partire da zero e andare molto lontano!