Primi esperimenti con la Gel Press. Stampe colorate handmade

Avevo accennato, un po’di tempo fa, ad uno sfizietto che mi ero regalata, un oggetto di cui fino a un paio di mesi fa ignoravo del tutto l’esistenza ma che mi ha immediatamente stuzzicato, non appena l’ho scoperto.

È semplicemente una piastra gelatinosa su cui si stende del colore acrilico, e che poi si usa come matrice di stampa per decorare i fogli di carta. Il lato affascinante sta nell’imprevedibilità del risultato e nelle infinite possibilità decorative che offre.

L’ho ricevuta più di un mese fa, ma non mi ero ancora mai decisa a provarla, immaginando che mi sarei lasciata trascinare dall’entusiasmo e avrei passato ore intere a giocare. Così è stato, ed ho fatto bene a scegliere una domenica in cui ero a casa da sola, del tutto priva di obblighi familiari, con l’unico vincolo di non sporcare troppo attorno a me, visto che giocavo in cucina 😋

Come si usa? Beh io consiglio di guardare dei video informativi, basta digitare “Gel Press tutorial”, ma è comunque una tecnica semplice e di grande soddisfazione. Servono, oltre alla piastra, dei colori acrilici (o di altro tipo), stencil e altri elementi con cui imprimere dei motivi (un pezzo di plastica a bolle, della retina per la frutta, un centrino di carta ecc, anche le dita vanno bene!) e dei fogli di carta. Io ho usato il normale formato A4 da fotocopie, prossimamente proverò carta più pesante o acquarellabile.

Ho speso circa 25 euro, ma credo li valga tutti, perché permette di creare un’infinità di carte decorate a proprio piacimento, nei colori e nelle fantasie che più ci piacciono, ma è possibile anche dipingere il tessuto (e per carta e tessuto vi rimando ai bellissimi tutorial di Giogiocraft )

I fogli che vedete in foto sono le mie prime realizzazioni, e sono rimasta piacevolmentemente sorpresa: considerando che avevo a disposizione solo i 5 colori acrilici presi al Lidl un paio di mesi fa (i tre primari più bianco e nero) direi che il risultato è stato più che soddisfacente!

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Chiacchiero chiacchiero e compro… Ma cosa creo?

Gennaio è il mese dei buoni propositi ma anche il mese del freddo intenso, e io patisco il secondo più di quanto non mi stimolino i primi, col risultato che concludo poco. Ciò nonostante ho trovato un po’ di energie per realizzare dei piccoli album e altri oggetti in cartoncino e carta.

Non so quanto sia opportuno chiamare “creazioni” questi progetti ispirati da tutorial presi su YouTube (a loro volta figli di altri tutorial e così via) o frutto di idee estemporanee, ma adoro comunque veder nascere fra le mie mani oggetti che hanno una mia forte impronta. Sono ancora nella fase di sperimentazione, sovrapposizione di errori, tentativi di riparare, prove e riprove, tentativi (anche, molti) di riprodurre idee viste altrove e di cui ho magari ricordi vaghi.

Eppure, poco alla volta ma in modo evidente, sto prendendo confidenza con i materiali. Mi sono resa conto che per iniziare serve davvero pochissimo, quella famosa lista di 5-6 cose che tanto mi aveva irritato nei vari video di scrapper consolidate.

Ora posso finalmente ammettere di essere caduta nel più classico degli errori dei principianti, anche se (principiante) non lo ero proprio del tutto: voler correre avanti, e pensare che siano i materiali a facilitare il percorso. No, non è così. Per iniziare basta davvero quello che la maggior parte di noi ha in casa, ovvero del cartoncino, un cutter, una riga (meglio in metallo, ma può andare anche quella in plastica), e colla. Poi chiaramente serve la carta, e sarebbe meglio quella per scrapbooking, più pesante, ma credetemi, ci sono tantissime carte regalo (o da legatoria) perfette, finché non si fa la prima spesa dedicata allo scrapbooking. Niente è veramente indispensabile, a parte la manualità che si acquisisce lavorandoci su e la voglia di fare.

Il mio primissimo album è stato realizzato interamente con materiali di riciclo e/o a basso costo, seguendo il tutorial di una scrapper italiana (ScrapMary). È stato un modo creativo per riutilizzare un vecchio calendario americano di cui adoro le immagini.

Da lì ho proseguito con altre piccole cose, di cui rigorosamente la copertina (se c’è) è in materiale di riciclo, la struttura realizzata coi cartoncini Fabriano da 200 grammi che compro dai Cinesi e le carte sono quelle prese in saldo da Lebimbì o da Craftelier di cui ho parlato nel post dedicato agli acquisti .

Di piccolo album in piccolo album ho continuato divertendomi ad arricchire i tutorial con idee mie, ma quasi sempre senza trovare abbastanza spazio per tutti i miei bei timbri e gli altri “indispensabili” elementi decorativi che intanto arrivavano dalla Cina o da altri siti. Ero troppo concentrata sull’esecuzione tecnica e tralasciavo l’elemento decorativo.

Ho capito che ci si arriva per gradi, bisogna trovare un proprio stile. Io, come dicevo fin dall’inizio, amo le decorazioni sobrie, senza troppe stratificazioni, fiori, pizzi, perle, nastri, bottoni e via aggiungendo. Mi piace che gli oggetti che realizzo siano semplici ma riconoscibili, insomma guardando l’insieme dei lavori creati finora vorrei distinguere il mio tocco. A volte ci riesco e a volte no, ma di sicuro nessun mio progetto è uguale ad altri trovati sul web, perché scelgo le carte una ad una tra quelle che ho e uso (o non uso) le decorazioni a mio piacimento.

Acquisti su AliExpress, le mie considerazioni

In qualche post precedente avevo scritto di non essere ancora in grado di valutare AliExpress, poiché a distanza di due mesi avevo ricevuto solo una parte dei miei acquisti (e per alcuni ordini ero preparata al peggio). Bene, per fortuna ora sono in grado di parlarne positivamente, avendo ricevuto ogni pacchetto, sia pur con tutto il comodo che le poste italiane si sono concesse.

Eh sì, la prima sorpresa è stata che spesso gli oggetti arrivano in Italia dopo 2-3 settimane dall’acquisto, e poi godono di un soggiorno indefinibilmente lungo in qualche non meglio precisata area di stoccaggio.

E qui faccio un passo indietro, parlando della tracciabilità degli invii. Solitamente si riesce sempre a seguire  il nostro ordine fino a che lascia la Cina (che spesso poi è Vietnam o altro Paese), ma se il venditore ha usato “China Post Ordinary Small Packet Plus” non ne avremo più notizie fino a quando ce lo troveremo nella cassetta della posta; se invece ha spedito con “Yanwen Economic Air Mail” la tracciabilità arriva fino al momento in cui il pacco è affidato alle Poste in Italia.

La modalità di spedizione è sempre specificata nell’inserzione dell’articolo, e può essere utile tenerne conto. Avevo preso anche qualche oggetto con la spesa di spedizione a carico (una ventina di centesimi al massimo) ma il servizio è stato esattamente identico agli altri.

Ciò che ho scoperto dopo aver effettuato alcuni ordini è che spesso, al raggiungimento di una certa cifra (12-15 euro) il venditore a sue spese invia con “China Post Registered Air Mail” (una raccomandata, quindi) e il servizio è più veloce e soprattutto tracciabile (in alcuni casi ho addirittura ricevuto la mail quando il pacco è arrivato in Italia e poi il giorno in cui era in consegna). Verificando i miei ordini ho trovato che alcuni venditori usano questo sistema già dai 6 euro di spesa, ed altri no, nemmeno con 16 euro. Io ho deciso di raggruppare gli acquisti presso alcuni venditori dal feedback (mio e generale) molto alto, per godere di questa garanzia e ricevere i miei articoli in un tempo più accettabile.

A livello di qualità, io sono veramente molto soddisfatta. Confesso di essermi posta il tema etico: si tratta di oggetti contraffatti? Alcuni venditori specificano che i loro articoli (nel mio caso fustelle, timbri in silicone e altri materiali creativi) sono di loro propria creazione e hanno un loro marchio, nella gran parte dei casi invece è probabile che non siano articoli originali… Ma spesso i medesimi venditori (e relativi articoli) si trovano anche su Amazon, ovviamente a prezzi diversi. E allora se compro in Cina non va bene, ma se do i soldi a Bezos sì? 🤔 io mi sono riavvicinata al mondo creativo da poco, e avevo bisogno di comprare parecchio materiale, senza però spendere un patrimonio. Da brava neofita, attratta dai prezzi bassi di AliExpress ho anche comprato degli articoli rivelatisi poi inutili, o inadeguati alle mie necessità. Sono quantomeno consolata dall’averli pagati poco, ma in futuro eviterò di cadere in questi errori. Ecco qui una breve sintesi di quanto ho imparato, nel caso a qualcuno possa tornare utile:

– leggere benissimo la descrizione dell’articolo (misure, quantità, colore ecc);

– confrontare quell’articolo con altri simili di altri venditori (spesso la variazione di prezzo è abissale);

– scegliere i venditori che offrono dei coupon sconto;

– raggruppare gli acquisti per ottenere una spedizione registrata;

– ricordarsi che sopra i 25 dollari si rischia seriamente di incappare nelle spese di sdoganamento (può valerne la pena oppure no, ma è utile saperlo);

– ragionare comunque prima di cliccare su “acquista” per non cadere nella trappola del “tanto costa poco” (non abbiamo bisogno di portarci in casa paccottiglia inutile, e possiamo usare quei soldi per altro).

Bene, approfitterò di questa domenica piovosa e nebbiosa per organizzare il mio “calendario editoriale” in vista dei prossimi post 😀😀😀😀😀

(Ne approfitto anche per salutare e ringraziare per la fiducia il mio abbonato n. 1 😅😅😅😅😅)

Lista della spesa creativa (parte seconda)

È sempre così difficile distinguere tra desiderio e necessità, quando si parla di hobby: è evidente che è tutto relativo, non sono bisogni primari ma è comunque qualcosa che può farci stare meglio, e chiunque abbia mai dimenticato i suoi problemi, di qualsiasi tipo, grazie ad un hobby sa di cosa parlo! Darsi un budget serve per ovvie questioni pratiche (alzi la mano chi non è mai impallidito davanti all’estratto conto dopo una sessione di shopping impulsivo 😲) ed aiuta a stabilire delle priorità. Il fatto che poi io spenda i miei soldi contati in oggetti superflui è un discorso a parte (e per stavolta ignoriamolo).

Io -se avete letto i post precedenti l’avete capito 😋- ho scelto di ripartire dallo scrapbooking (e dalla carta in senso esteso), in questa nuova fase della mia vita, e di concentrarmi su ciò che mi avrebbe fatto piacere usare. Paradossalmente ho dato più importanza ai materiali che alla carta, ma solo per potermi sentire libera di giocare e sperimentare senza provocarmi un rivolo di sudore ogni volta che tagliavo un costoso splendido foglio.

Poiché avevo già i 5-6 pezzi che qualunque scrapper indica come fondamentali (base di taglio, cutter, matita, riga in metallo e colla) e anche la mia eredità di cartoncini tinta unita, e AliExpress mi ha rifornito di piccoli materiali di consumo a basso costo (o lo farà se riceverò quello che ancora aspetto), ecco qui dove ho speso il mio budget nel corso di questi mesi, e perché:

– su Ebay mi sono fatta regalare la Big Shot foldaway con lo starter kit. La adoro ed è super maneggevole 😘;

– al Lidl ho trovato la plastificatrice A4 + un set di fogli di varie misure, spendendo 15 + 3 euro. So che in altri momenti vendono il modello A3 ma per le mie esigenze questa è perfetta (realizzerò segnalibri e altri oggetti di piccole dimensioni);

– su Amazon (avevo dei buoni regalo, in caso contrario avrei acquistato altrove perché i prezzi non erano convenienti e non ho simpatia per l’azienda) ho preso il Fuse tool, la pressa di precisione per timbri, alfabeti e stencil (questo sì un buon affare), un attrezzo per realizzare buste di varie dimensioni, una taglierina a ghigliottina e la gel press (quest’ultimo è stato un puro capriccio, ma spero di usarlo in modo creativo per avere carta decorata in modo economico e soprattutto originale 😀). Mi rendo conto che molte di voi avranno gli occhi sbarrati, come li avrei avuti io qualche mese fa: e che è sta roba?? A che serve? Tranquille, arriveranno i post dettagliati su ogni singolo articolo 🤗🤗🤗🤗;

– su Mondo fai da te, approfittando degli sconti per il Black friday prima e natalizi poi, ho preso colle e adesivi vari, qualche timbro, dei blocchi Stamperia e Ciao Bella, e una lamina in metallo utilissima per prolungare l’uso dei pads della big shot;

– da Le bimbì (in cui recentemente avevo preso colori e materiali per bijoux) ho trovato in occasione del Black friday due grossi blocchi di carta abbastanza leggera ma perfetti per l’uso che ne faccio, scontati del 40%, e si può dire che da allora lavoro prevalentemente con quelli!

– infine (sforando sul budget di febbraio 😇) ho fatto incetta di blocchi iperscontati anche su Craftelier. È il mio primo ordine, ma ho letto recensioni ottime su questo sito dai prezzi molto convenienti, e aspetto con gioia di ricevere il mio materiale.

Ecco, per un bel po’ di tempo non parlerò di nuovi acquisti. Sarà invece il caso che vi mostri i miei primi lavori, e che mi decida a scaricare le foto dalla macchina fotografica (verso l’estate vorrei prendere una piccola stampante fotografica  ma c’è tempo… Per ora vado dal fotografo, che è sempre tanto paziente con me!)

Lo scrapbooking a modo mio, e la lista della spesa (prima parte)

Non dimenticherò mai quel giorno di quasi trent’anni fa (era l’aprile del ’90) in cui entrai in una cartoleria di Londra e scoprii l’assortimento più vasto su cui si fossero mai posati i miei occhi di montanara dolomitica: carte e cartoncini di ogni tipo, colore e fantasia, album, buste, quaderni… E poi le  decorazioni per lo scrapbooking, che non avevo mai visto dal vivo, e che mi entrarono nel cuore (oltre che in valigia, perché me ne portai a casa un bel po’!)

All’epoca amavo la carta, ma non sapevo bene come usarla. Poi imparai il cartonaggio, divenne una passione smodata, realizzai pure le bomboniere per il matrimonio e i battesimi dei bimbi, e mi avvicinai di nuovo allo scrapbooking, ma sempre senza sapere  come affrontarlo. Mi piaceva l’idea, ma non mi convinceva quello che vedevo (internet era agli inizi, e mostrava soprattutto progetti americani, sovraffollati di decorazioni, shabby e vintage fuori misura 😑). Io avevo un mio stile timido e sobrio, forse banale, e infatti pian piano smise di emozionarmi, io mi feci prendere da altre passioni e la carta venne abbandonata senza rimpianti.

Parlo al passato, perché ora, per fortuna, io e la carta ci siamo ritrovati. Sono riemersi dal passato (e dalla polvere) le scatole con le carte che sceglievo una ad una, la pieghetta d’osso, e tutti i miei tesori accuratamente riposti, oltre a quelli, più sfortunati, dimenticati fra polvere e  ragni.

Nel frattempo lo scrapbooking è cambiato molto, sono comparsi materiali e attrezzature impensabili, e sto studiando per imparare le tecniche, e soprattutto per capire cosa mi servirà per i miei progetti. L’errore che non voglio mai più fare è comprare d’impulso, e farmi trascinare dall’entusiasmo. Almeno questo l’ho imparato, brava che sono 😆

Ho fatto la lista delle cose che avevo ancora utilizzabili, e ne sono stata abbastanza soddisfatta: poco di tutto, ma sufficiente per ripartire e riprendere confidenza con attrezzi e manualità.

Ho guardato un sacco di video (italiani, francesi e inglesi) sulla dotazione minima necessaria per avvicinarsi allo scrapbooking, e devo dire che ho trovato un’abbondante dose di ipocrisia: matita, gomma, un cutter, della carta e poco altro. Vero, basta poco… salvo poi, nei loro tutorial, vedere in mano alle stesse persone una quantità stratosferica di materiali e attrezzi!

Niente, dovevo capire da sola ciò che avrei usato veramente e trovato indispensabile. Ho creato una lista degli indispensabili di base, una dei necessari da prendere progressivamente e una dei “mi piacerebbe provare” (piccolo inciso: sì, io sono una lista-dipendente). Ho stabilito un budget mensile, e in base a quello mi organizzo.

Ho iniziato ovviamente dalla carta, ma poiché ho ancora una discreta scorta di cartoncini tinta unita, ho preferito prendere uno stock di fogli a grammatura più leggera, ma a prezzo eccezionale (due blocchi da 180 ciascuno, e uno da 50, tutti con lo sconto del 40%). Le puriste storceranno il naso, ma io sono stata soddisfatta dei miei 400 fogli, che mi hanno consentito di realizzare i primi progetti in assoluta scioltezza, libera di scegliere e di sbagliare. Successivamente ho fatto un paio di raid in un sito italiano e ho preso alcuni blocchi della Stamperia, che però non ho ancora utilizzato.

Benché io voglia sostenere i piccoli negozi in Italia (e in Europa, se i prezzi sono competitivi), ho fatto anche alcuni acquisti su Aliexpress, pensando che tanto quei materiali provengono tutti dalla Cina, e mi riferisco ad angoli in metallo, brads, occhielli, chiusure e tante altre piccole cose. Soddisfatta? Sì e no: quello che è arrivato è perfetto e l’ho pagato poco, ma molto è ancora in giro per l’Italia, e chissà se lo toccherò mai (anche da questa avventura ho imparato qualcosa però, e lo condividerò prossimamente)

E finalmente ho comprato la Big Shot. Ho ronzato per un po’ attorno alla Plus, e alla fine ho preferito la standard, ma modello foldaway con lo starter kit (praticissima, molto soddisfatta della mia scelta).

Chi dice Big Shot dice fustelle… E anche qui sono partita (in anticipo, prima ancora di prendere la macchina) da AliExpress, per motivi puramente economici. Quelle che ho ricevuto sono perfette. In questo campo partivo da zero e mi serviva un minimo di assortimento.

Avevo già qualche timbro in legno e alcuni set in acrilico, degli inchiostri vecchiotti e un buon assortimento di stencil, e ho fatto solo qualche integrazione (Amazon, perché avevo un buono regalo da spendere).

In un post precedente ho parlato dei recenti acquisti d’impulso… Non è che mi sia pentita, ma forse la Big Score della Crafter’s Companion (formato A3) non era proprio così prioritaria, così come svariati set di pennarelli, acquarelli e (sì, l’ho fatto 😥) un’imitazione della “Crop a dile” quasi altrettanto costosa ma molto meno performante.

Sbagliando si impara a correggersi, e ci si ingegna ad arrangiarsi. Per fortuna sono abile nel problem solving 😋

Completati i primi acquisti, e fatte le valutazioni di cui sopra, mi trovo ora nella seconda fase, quella degli indispensabili da prendere progressivamente. Sarà argomento del prossimo post, ma lo anticipo già adesso: chi ama non è mai razionale 😆😆😆 e nel pacco che sto per ricevere c’è ancora qualche acquisto scriteriato, benché non del tutto insensato 😊

Hygge… e sai di essere nel posto giusto

Bizzarro che mia figlia mi abbia regalato questo libro (l’ho ricevuto poche ore fa, ma è già un vecchio amico!). Da lei mi sarei aspettata un’agenda, o un saggio, e invece mi sono ritrovata fra le mani un titolo che conoscevo benissimo, pur non avendone mai letto una pagina. Lo avevo scoperto, innamorandomene subito, su Pinterest, e avevo pensato potesse essere adatto a me, che detesto il freddo ma vivo sulle dolomiti, e a cinquant’anni passati vorrei imparare a godermi ogni stagione, e ogni singolo evento atmosferico, e smettere di brontolare che sono meteoropatia. Vorrei anche, e ci sto provando, essere serena e basta.

L’anno appena trascorso è stato significativo per me, mi sono dedicata finalmente alle cose che mi piacciono (sì, questo ormai lo sapete 😀) e al lavoro ho riservato solo il tempo e le energie necessarie. Nessun rimpianto, anzi: l’avessi fatto prima! Nel 2018 non ho praticamente mai calzato scarpe eleganti e non ho avuto cene di lavoro (né le solite strenne natalizie…), ma questo mi ha permesso di dimenticarmi del telefono mentre bricolavo, di passare belle ore sul divano a leggere, e sì, anche di accendere una candela solo per guardare la fiamma al buio. È stato  un anno introspettivo e un po’ egoista, ad alto contenuto di benessere.

Ecco perché questo libro inaspettato mi ha fatto tanto piacere: non è un invito esplicito a continuare la mia ricerca?! e infatti le cose che mi piacciono, e mi fanno stare bene, saranno il filo conduttore anche nel mio 2019, e senza sensi di colpa 🤗

 

Regola n. 1: compra solo quello che ti serve

Riordinando la soffitta per ricavare la mia stanza degli hobby, ho ritrovato tutto ciò che avevo accumulato negli anni precedenti, davvero tanta tanta roba, di gran parte della quale avevo ovviamente dimenticato l’esistenza. C’erano colori di tutti i tipi, scorte di colle, carte, cartoni, miniature, paste sintetiche, resine, forbici, pennelli, fiori di carta, di plastica e secchi, cornici, scatole, tessere di mosaico, perle, nastri, filati, assi di compensato, balsa e MDF, lana da cardare e non so quante altre cose (oltre a infiniti progetti incompiuti). Per fortuna l’aria è asciutta e non ci sono roditori o altre bestiacce, così l’unico danno è stato fatto dal tempo e dalla polvere (perché non tutto era stato riposto con cura, purtroppo). Ho dovuto quindi buttare parecchio materiale che non ha retto l’abbandono di questi anni, ed ho regalato tutto quello (in buono stato) che poteva essere adatto alla creatività dei bambini.

Ho poi selezionato con cura ciò che era rimasto, cercando di dargli una sistemazione pratica e funzionale (progetto ancora in corso, perché in molti casi la collocazione che avevo individuato si è rivelata inadatta), e finalmente mi sono abbandonata al piacere di creare, senza nessun altro pensiero.

Per 5 minuti.

Quasi subito, infatti, mi sono accorta che avrei avuto bisogno di questo o di quello, le idee che trovavo su Pinterest o su YouTube richiedevano tutte qualcosa che io non avevo e che sembrava assolutamente necessario. E così ho fatto un primo ordine di materiale creativo, e poi un secondo… per rendermi conto quasi subito che avrei fatto meglio ad ordinare articoli diversi, o a cercare in altri siti, o addirittura a evitare certi acquisti.

È stato un momento un po’ sconfortante, avevo la sensazione di aver buttato dei soldi ma soprattutto di aver dimenticato la lezione degli anni passati, quella che ho indicato a chiare lettere nel titolo del post. Io non ho bisogno di tutto quello che vedo, e quasi tutto ciò che non ho può essere sostituito, almeno i primi tempi, con qualche altra cosa (materiale o strumento che sia). Non voglio più accumulare scorte e non voglio essere sepolta da oggetti di cui dimentico l’esistenza.

E così sto preparando un elenco ragionato dei miei prossimi acquisti, con le varie priorità, giacché mi sono data un budget mensile che cerco di rispettare (e tutto questo è accuratamente segnato nel mio bullet journal). Ma ne parlerò nel prossimo post, altrimenti la tiro troppo lunga 😊